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I CELTI (L'ESPANSIONE)

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ARTICOLO 1 INTRODUZIONE AL MONDO DEI CELTI ARTICOLO 2 LE ORIGINI E LE FONTI ARTICOLO 3 L’ESPANSIONE DEI CELTI ARTICOLO 4 I CELTI MERCENARI

I Celti: l'espansione

A partire dal 500 a.c la storia dei celti diviene meno oscura. Essa è caratterizzata da una rapida espansione dell’area prealpina in tutte le direzioni tranne che a nord, dove i celti erano contrastati dai germani che, come loro, stavano avanzando.

La dinamica dell’espansione celtica anticipò quella delle migrazioni dei germani ed è accomunata dai medesimi presupposti: indole guerriera, abbondante natalità e uno stile di vita semplice legato alla terra. “Meglio morire piuttosto che invecchiare inattivi”, dice una massima celtica tramandata da Silo Italico, un poeta dell’età di Nerone.

Il nord Italia colonizzato dai celti si chiamò Gallia Cisalpina, vale a dire “la Gallia che si trova da questa parte delle Alpi” secondo il punto di vista dei romani, mentre quella “di là” porta il nome di “Gallia Transalpina” o “Gallia Comata” (di lunga chioma).

Parecchi furono i popoli celtici che si insediarono in Italia: gli insubri occuparono Milano, i cenomani Brescia e Verona, i boi Bologna, i senoni Rimini.

Ad attirare i galli a sud, secondo Livio, furono la frutta e il vino. Gli etruschi, stanziati più a nord nella pianura padana, non poterono impedire l’avanzata e così persero le loro città.

Anche i romani hanno subito l’arrivo dei celti. Secondo la traduzione, deformata per mettere in luce il valore dei romani, i galli senoni sotto il comando di Brenno avrebbero attaccato la città etrusca di Clusium (Chiusi) a nord di Roma. Gli abitanti si rivolsero a Roma per chiedere aiuto. Un ambasciatore romano uccise persino un principe celtico!

I romani si opposero ai senoni con coraggio ma, il 18 luglio del 387 presso il fiumo Allia, subirono una disastrosa sconfitta.

I romani si erano ritirati a Veio e dopo sette mesi dovettero comprare con dell’oro il ritiro dei galli. Non appena venne consegnata la somma concordata, Brenno gettò la spada e ai romani che si opponevano rispose “Guai ai vinti!”.

La tradizione più antica, conservata in Polibio, parla di un trionfale ritorno in patria dei celti con il loro bottino. Da quel momento i romani provarono una paura sconvolgente di fronte ai barbari del nord.

FONTE: I CELTI-ALEXANDER DEMANDT

 
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