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I CELTI( INTRODUZIONE)

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ARTICOLO 1 INTRODUZIONE AL MONDO DEI CELTI ARTICOLO 2 LE ORIGINI E LE FONTI ARTICOLO 3 L’ESPANSIONE DEI CELTI ARTICOLO 4 I CELTI MERCENARI

I Celti: Presentazione

La Gallia, scriveva Cesare, è divisa in tre parti, una è abitata dai belgi, un’altra dagli aquilani, mentre nella terza vivono quelli che nella loro lingua si chiamano celti, nella nostra invece galli.

I celti sono il più antico popolo di cui si conosce il nome in tutta l’area del Nord delle Alpi. Per indicare gli abitanti degli insediamenti precedenti si possono utilizzare solo moderne perifrasi come “cultura della ceramica cordata” o “cultura dei campi di urne”. Gli autori greci utilizzano diverse forme: keltòi (Erodoto), kèltai (Strabone) e galàti (Pausania); quelli latini invece utilizzano forme come celtai (Livio) o galli (Cesare).

Tutti questi nomi però si riferiscono al medesimo popolo che in tedesco è chiamato kelten, espressione nella quale si riconosce una specie d’autodefinizione da tradurre, presumibilmente, come “gli audaci”.

Oggi si usa fare distinzione tra i celti della Gallia, denominati galli, e quelli della Galazia, denominati galati, mentre l’appellativo celti è utilizzato con valore estensivo.

Cesare riporta la notizia secondo cui tutti i celti vantavano di discendere dal dio Dis Pater, ovvero da Padre Dite. Il nome Dis Pater è strettamente legato all’etimo di Iuppiter e di Zeus. Tuttavia, questa divinità venne identificata dai romani con il dio degli inferi Ade-Plutone che presso i celti è chiamato anche Cernunnos.

Sotto l’influenza greca si sviluppò, accanto a questa, la leggenda secondo cui il progenitore dei celti era l’eroe Galates. Non è affatto raro nella mitologia antica incontrare eroi che danno il loro nome a luoghi (epitomi): questo Galates sarebbe stato uno dei figli di Eracle che è annoverato tra i grandi eroi dell’antichità.

I celti acculturati dell’età imperiale hanno cercato di dimostrare, tramite il mito, la loro appartenenza al mondo mediterraneo dichiarando di essere eredi di un capostipite etimologicamente affine a quella cultura.

Cesare definisce i galli un popolo particolarmente abile nell’appropriarsi e nell’utilizzare gli stimoli e le invenzioni di chiunque altro. Dai greci ai romani i celti hanno accolto la scrittura e l’economia monetaria, senza riuscire però a svilupparle compiutamente prima di perdere l’indipendenza politica.

Anche se il ruolo da loro svolto nella storia dell’Europa è stato assai significativo, i celti sono scomparsi dalla geografia etnica e politica del continente. Dopo la grande espansione della loro cultura dall’Irlanda fino all’Anatolia centrale, espansione resa possibile grazie alla cavalleria e alla lavorazione del ferro per forgiare le armi, e dopo che i contatti con i popoli mediterranei si fecero più stretti, i celti hanno visto la loro fortuna tramontare con l’ellenizzazione dell’Oriente e la romanizzazione dell’Occidente fino ad essere completamente assorbiti dalle culture dominanti.

Nel medioevo, tuttavia, essi tornarono alla ribalta per dare un contributo tangibile alla vita culturale dell’Europa.

Nei nostri giorni, invece, sono nati tantissimi movimenti e associazioni neo-pagane che si inspirano alla cultura celtica.

Qui si conclude questa piccola introduzione, sperando di aver suscitato la vostra curiosità.

FONTE: I CELTI-ALEXANDER DEMANDT

 
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