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CELTI: LE ORIGINI E LE FONTI

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ARTICOLO 1 INTRODUZIONE AL MONDO DEI CELTI ARTICOLO 2 LE ORIGINI E LE FONTI ARTICOLO 3 L’ESPANSIONE DEI CELTI ARTICOLO 4 I CELTI MERCENARI

I Celti: le origini e le fonti

La nostra conoscenza dei celti si basa in primo luogo sugli autori greci e latini.

Erodoto, intorno al 450 a.c. racconta che l’Istros, cioè il Danubio, nasce nella terra dei celti, nei pressi della città di Pyrene. Si riferisce forse ai Pirinei?

Egli scrive che i celti vivevano al di là delle colonne di Ercole.

Cesare ha conquistato la Gallia quando era proconsole, dal 58 al 51 a.c. e ne ha conosciuto il territorio e le genti meglio di chiunque altro, perciò Cesare è una fonte storica indispensabile anche se gli è sempre stata rimproverata una certa deformazione storica.

Inoltre, è stato il primo a distinguere il celti dai germani. Questa identificazione dei due popoli si fondava sull’ampia corrispondenza di stile e forma di vita.

Il motivo determinante, nell’opinione antica e moderna della differenza tra celti e germani risiede nella lingua: il celtico, parlato in tutta la Gallia e anche in Britannia e in Galazia, appartiene alle lingue che nel 1810 il danese Conrad Malte Brun chiamò indiogermaniche.

La linguistica distingue due forme di celtico, il celtico Q e il celtico P. Un esempio per “cavallo”: nel celtico Q utilizza la forma equos, il celtico P la forma epos. Nella regione centrale, cioè nella Gallia e Inghilterra, Galles e Cornovaglia compresi, ma anche in Galazia, si sa che il celtico P era in uso insieme ad alcuni toponimiresidui del celtico Q, mentre in Irlanda, Scozia e Spagna era predominante il celtico Q.

Il celtico Q mostra una parentela più stretta con il latino e ciò permette di concludere che il celtico Q è la variante linguistica più antica nata alla fine del secondo millennio, quando protocelti e protoitalici erano ancora in stretto contatto nell’Europa Centrale.

All’epoca e all’area geografica nelle quali si ha notizia d’insediamenti celtici appartiene un complesso limitato di rinvenimenti, tra loro omogenei, che dal 1872 è indicato come “Cultura di La Tène”, da un deposito sabbioso ricco di reperti nel lago di Neuchatel, nella Svizzera occidentale: essa risale all’età del ferro più recente, che va dal 450 a.c. all’epoca romana.

Anche i rappresentanti di questa civiltà sono considerati celti, in quanto la Cultura di La Tène si è sviluppata senza soluzione di continuità dalla cultura di Hallstatt, vale a dire dalla fase più antica dell’età di ferro.

Per quanto riguarda la questione delle origini dei celti dobbiamo dire che essa è assai dibattuta, dato che non sapremo mai da quando i celti sono considerati tali.

FONTE: I CELTI-ALEXANDER DEMANDT

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