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SANT'ANTONIO

Si racconta che il patronato di sant’Antonio sugli animali sia nato da una leggenda: il beato Antonio si trovava un giorno nei pressi della città di Barcellona, di fronte alle porte del palazzo del proposito regio. “Una scrofa, trattenendolo con le fauci”, narra Aymar Falcoz, “trascinò" un porcellino zoppo e malato che aveva appena partorito. Lo depose dinanzi ai piedi del santo con lamenti e grugniti quasi a chiedere, come poteva, aiuto e guarigione. Mentre tutti erano presenti a quanto avveniva e se ne meravigliarono, il sant’uomo di dio immediatamente operò la guarigione.

Per tale miracolo fu da tutti riconosciuto e fu accompagnato presso il re gravemente ammalato cui, con l’aiuto di dio, restituì la salute. Perciò gli abitanti di quella regione intesero rappresentare per immagine il ricordo dell’impresa di quel santo padre e aggiunsero ai piedi di questi un maiale.

Questa è soltanto una delle tante versioni della leggenda, un’altra, ad esempio, narra che il maialino lo seguì per tutta la vita diventando il suo inseparabile compagno.

In seguito gli si attribuì il patronato sui maiali e per estensione a tutti gli animali domestici.

Proprio nell’area celtica però, dove il culto di sant’Antonio si radicò e diffuse in tutto l’Occidente, esisteva un dio della rinascita e della luce che trionfava sugli inferi e presiedeva al rinnovamento della natura, questo dio era Lug (oggi festeggiato da alcuni neopagani il 15 di agosto nella festa di Lughnasad) a cui erano consacrati i cinghiali e i maiali.

I celti lo onoravano a tal punto da porre una statuetta di cinghiale sull’elmo e da raffigurarlo sugli stendardi.

A questo punto si potrebbe congetturare che la venerazione per il dio Lug si sia trasferita, per uno di quei processi sincretistici tipici dei periodi di passaggio da una religione all’altra, nel culto di sant’Antonio. Non casualmente in certe sculture e quadri, come quello del Pisanello alla National Gallery di Londra, ai piedi di sant’Antonio non vi è un maialino ma un cinghiale!

FONTE: LUNARIO-ALFREDO CATTABIANI

 
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