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EDUCAZIONE

RINGRAZIO DI CUORE A TUTTI I SITI CHE HANNO VOLUTO PUBBLICARE QUESTO ARTICOLO, SPECIALMENTE AL SITO GIRLPOWER.IT

Mentre preparavo i temi per i miei esami, cosa comune a tutti i giovani in questi giorni, sono rimasta perplessa dai contenuti dei libri di studio ai quali, ogni giorno, gli adolescenti devono fare riferimento. Vi domanderete come mai soltanto adesso è nata questa "antipatia" per certi testi visto che uno studia tutto l’anno, e i libri non si aprono soltanto a maggio. Non so dare una risposta del perchè proprio adesso ma, sicuramente, mi sono resa conto che il giorno dell’esame, dovrò ripetere delle stupide frasi a memoria con le quali non sono per niente d’accordo. Questo è stato sufficiente per fare scattare, dentro di me, una gran voglia di scrivere ciò che penso, e mi pare opportuno chiarire, fin da subito, che questo articolo riflette le mie opinioni personali, come studentessa di una scuola privata, avendo come punto di partenza i miei testi di studio. I libri, i saggi, gli articoli, le novelle, così come allo stesso tempo la pittura, la musica, la scultura, e tutto ciò che serva come vettore per materializzare il pensiero, non è mai oggettivo al cento per cento. E non saranno, certamente, i libri di scuola a fare la differenza.

Se uno scegliesse di leggere una novella di Paolo Cohelo, capirebbe, già dai primi capitoli, la sua ossessiva religiosità, e la prossima volta che deciderà di leggere qualche romanzo, sarà libero di comprare quelli di Cohelo oppure sperimentare altri autori, per conoscere diversi punti di vista su argomenti comuni.

Per quanto riguarda i libri di studio, la questione è ben diversa, perchè sebbene l’allievo può (o potrebbe) scegliere il testo principale sul quale fare affidamento, i programmi di studio e, soprattutto, gli obiettivi da raggiungere, ricalcano modelli antiquati. Ad esempio se un programma didattico ci propone Rousseau come pedagogo, riferendosi alla sua opera "L'Emilio", lo studente non dovrà presentare una tesina sull’opera "Discorso sull’origine dell’ineguaglianza fra gli uomini", qualcosa che senz’altro sarebbe molto più sensato, visto che Rousseau, a mio avviso, non fu un pedagogo.

Se si studia, ad esempio, il periodo storico del XIX secolo possiamo trovare che tanti argomenti cruciali sono appena "sfiorati" ed altri addirittura ignorati dal programma. Potrei citare l’anarchismo (del quale non se ne parla neanche), i diversi tipi di comunismo, il nichilismo, e tanti altri "argomenti morti" che una persona potrebbe ignorare per tutta la sua esistenza.

Se parliamo invece d’argomenti che sono "permessi", ci rendiamo conto che questi, addirittura, hanno una "conclusione nascosta", ciò significa che, già prima di analizzare un testo e trarre le Mie conclusioni, l’autore mi ha detto come interpretarlo.

Per la prova di psicologia, ho scelto un argomento che mi è piaciuto molto: l’adolescenza, ritrovando nel mio testo di studio una completa e assoluta ridicolizzazione di quest’età, e di tutto ciò che l’adolescente vive e sente. Frasi come "l’adolescente vive deformando la realtà" "gli adolescenti rifiutano ogni forma d’autorità" e tante altre che, sebbene siano cose vere, sono state esposte in maniera negativa.

Adesso mi domando cosa direbbero i miei professori se gli dicessi che la mente di un adulto, tante volte, deforma la realtà molto di più che lo stesso adolescente, sempre che i maestri capiscano cosa si intende per "realtà".

Se ancora lascio volare la mia immaginazione, posso vedere la faccia dell’insegnante di diritto se gli dico che "seguire le norme giuridiche non è sempre una buona cosa, e colui che si ribella, in certi casi, fa la cosa giusta".

Le cose non migliorano affatto se penso nella prova d’italiano. Argomenti come l’Umanesimo e il Rinascimento, dove si parla di un "grande risveglio" della mente dell’uomo, la rifioritura delle arti e la cultura; cose che indubbiamente mi farebbero pensare (se non avessi letto altri testi) che per tutto il periodo che va dal XIV al XV secolo, tutte le persone diventarono colte ed intelligenti. Invece tanto l’Umanesimo come il Rinascimento sono periodi storici che influenzarono la cultura di una piccola elite, ciò che è scritto nei testi di scuola (al meno nei miei) non riflette minimamente la vera società rinascimentale, perchè la mentalità di un intero popolo non può, in nessun modo, essere rappresentata dalla diplomazia di Lorenzo il Magnifico nè dagli affreschi della Cappella Sistina.

Allora mi domando, cosa dovrei dire durante l’orale? "Il Rinascimento fu una grande epoca di crescita culturale, bla bla bla", così come dice il libro, oppure che "mentre il popolo moriva di fame ed era, nella maggior parte, analfabeto, l’uno per cento della popolazione stabiliva i parametri dell’arte e della lingua illustre".

Credo che tutti siamo d’accordo nel fatto che il sistema educativo Italiano deve essere "ritoccato", ma su come dovrebbe essere questa riforma, ognuno ha il suo punto di vista. Per fortuna in Italia, per adesso, le persone sono libere di manifestare il suo parere, giustamente ciò che farò adesso. Presupponendo che Educare una persona non è soltanto insegnare a leggere e scrivere, bensì trasmettere ad un individuo una Cultura, che racchiude tutta una serie d’idee, pensieri, valori, tradizioni, atteggiamenti e tanto altro, partirò nel mio "piccolo viaggio" attraverso l’educazione.

Il problema è che la Cultura di una società, non è altro che la cultura della classe dominante, quella che ci dice come vestirci, parlare, in che cosa credere, cosa fare, quali sono i parametri della morale, ecc.

La maggior parte delle persone vive "felice e contenta" e gradisce che gli altri impongano, non soltanto le regole, ma anche il colore di moda della prossima estate. Non c' era d’aspettarsi altro, visto che da piccini ci insegnano che la sottomissione è qualcosa di buono, quindi non c' è posto neanche per questionare certi comportamenti, perché sembrerebbe che certi modelli mentali formano parte del nostro DNA. Come avrete potuto intuire (al meno mi auguro che sia così), non è facile che "il signor potente" (ed invisibile) rinunci al suo branco di pecore, smettendo di controllare l’educazione dei bambini e dei giovani, quelli che in futuro riempiranno le sue tasche con tante banconote, mentre camminano con la testa in giù.

Cambiare il sistema educativo è un obbligo per salvare le nuove generazioni di futuri idioti, ed aiutarli a riacquistare l’autonomia di pensiero. Sarebbe un dovere per chi ha figli, o per chi sta pensando di averli, tentare di fare qualcosa.


Associazioni come il Comitato di Genitori, dovrebbero preoccuparsi, ed occuparsi, dell' educazione nelle scuole materne, ed elementari, invece di scandalizzarsi perchè nella Rai, o Italia Uno, si è vista la tetta di una ragazza prima delle 18, questo è demagogia. Tenterò adesso di identificare quelli che, a mio avviso, sono i cinque grandi problemi delle nostre scuole, e farò riferimento alla scuola secondaria, visto che è l’ambiente nel quale mi muovo.

I cinque punti critici


1- La mancanza d’obbiettività dei testi di studio. Non è possibile che gli stessi abbiano l’opinione personale dell’autore.

2- Il fatto di ascoltare sempre, e in ognuna delle materie, le stesse campane. Le cose si vedono e si analizzano dallo stesso punto di vista, e sono pochi i professori capaci di elevarsi oltre i suoi propri valori e vedere, al meno per un momento, le cose con occhio critico.

3- Trattare tanti argomenti in poco tempo non è per niente produttivo. Lo studente, non ha neanche finito di afferrare un concetto, che deve cominciare subito con un altro. Questa situazione degenera in nozionismi e, ciò che è peggio, l’allievo non ha tempo di sviluppare la sua capacità critica, gli argomenti rimangono "galleggiando nell’aria" y la mente si confonde.

4- I programmi delle materie umanistiche, dovrebbero essere coordinati. E più facile, e produttivo, studiare allo stesso tempo l’Illuminismo (in storia), Rousseau (in pedagogia) e il Romanticismo (in italiano), in questa forma esiste la possibilità di capire a fondo il contesto socio-culturale di una determinata epoca.

5- Fuori il crocifisso! Non dovrei neanche parlare di questa cosa, mi pare proprio medievale, ma il fatto che un simbolo cristiano si trovi in un edificio pubblico, dove coesistono persone di diverse religioni (e persone atee), è l’esempio più chiaro che la classe dominante controlla i banchi di scuola.

Queste sono le mie preoccupazioni maggiori, anche se le cose da discutere sarebbero tante, ma lo spazio per scrivere un articolo, e un terribile mal di testa, non mi permettono di continuare ancora. In ogni modo so che la maggior parte di voi non capirete l’essenza di ciò che voglio trasmettere, perchè ancora vivete nel vostro Medioevo tecnologico, circondati da tutte le comodità del "2005" ma, allo stesso tempo, facendovi leggere le carte dalla "strega" del pomeriggio...

 

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