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LA FORZA DELL'IMMAGINE

Cos' è l’immagine?

Prima di cominciare a sviluppare quest’interessante tema, considero opportuno fare una piccola parentesi su ciò che io intendo per Immagine.

Per me un’immagine è innanzi tutto un simbolo, e l'insieme di questi simboli può essere considerato un linguaggio, anzi, la prima forma di linguaggio scritto che l'uomo ha conosciuto. I nostri antenati, i cosiddetti "uomini delle caverne", utilizzavano le immagini per esprimere e rappresentare la sua visione del mondo, immortalando così i suoi sogni, le sue paure, le sue gioie ma anche la stessa quotidianità. E' stato grazie alla non facile interpretazione di questi simboli che oggi gli studiosi possono ricostruire, al meno in parte, la visione del mondo di questi ominidi.
A mano a mano che le società primitive si evoluzionavano, è nato il bisogno di creare un linguaggio più preciso e meno astratto, che non desse luogo ad interpretazioni personali, quindi diverse da individuo ad individuo (come era il caso delle immagini), bensì che potesse essere compresso da tutti con un significato universale.
Con l'avvento della scrittura, le immagini, che prima rappresentavano l'unico linguaggio scritto, si trasformarono in arte e continuarono a trasmettere emozioni.

Già nei tempi dell’antico Egitto, le classi dominanti, capirono il prezioso potere dell'immagine, dovuto all'impatto immediato che essa può causare nell'osservatore. Così i grandi re e faraoni cominciarono a scolpire statue in pietra che raffiguravano la sua persona, risaltando tutte le sue virtù e la sua potenza.
Secoli dopo, i greci e i romani fecero la stessa cosa, utilizzando le immagini per le sue campagne politiche e per ridicolizzare la figura del nemico. Ricordiamo, a questo proposito, la campagna diffamatoria di Giulio Cesare contro Cleopatra e Marco Antonio, essendo quest'ultimo rappresentato come un ubriaco omosessuale nei dipinti delle mura della città.

In tempi più recenti, la famiglia dei Medici utilizzò la forza dell’immagine per ostentare il suo potere, facendo costruire maestosi monumenti e affreschi che, tutt’oggi, possiamo osservare nelle sue ville. La stessa cosa fece anche la chiesa cattolica, costruendo magnifiche cattedrali, statue di santi misura "extralarge" e fontane dei desideri.

Nell’età moderna, con il riconoscimento della psicologia come scienza autonoma, molti studi sono stati fatti per quanto riguarda l'immagine e le percezioni di esse. La scuola tedesca Gestalt, è stata la pioniera in questo campo ed a aperto tante strade per nuovi studi.

Nei giorni nostri gli esperti di marketing e pubblicità, indagano sull'influenza che le immagini hanno al momento della scelta di un prodotto o servizio, per indirizzare le su campagne pubblicitarie verso la strada più corta e redditizia. Allo stesso modo si creano le campagne delle elezioni politiche, mostrando al candidato, nelle sue fotografie, come un paladino della giustizia e i buoni costumi.

Ma l’immagine è, a sua volta, uno stimolo che, secondo l’importanza attribuita da parte dell'osservatore, può incitare una persona a adottare determinati comportamenti (anche se non coscientemente voluti). Un esempio banale, ma molto valido, sarebbe quello di una ragazza in sovrappeso che, dopo vedere la fotografia di una modella, si mette subito a dieta.

Cosa succede nella nostra mente quando guardiamo un’immagine?

Le persone che vivono nelle grandi città sono letteralmente bombardate d’immagini. Non vorrei dare numeri sbagliati ma, senza paura di esagerare, mi permetto di dire che ognuno di noi è esposto a migliaia d’immagini al giorno, e tutto ciò senza che ce ne rendiamo conto. Pensiamo alla segnaletica stradale, ai cartelli pubblicitari dei negozi, alle propagande politiche e religiose, alla pubblicità in tv ed internet, ai volantini, e la lista si fa lunga e noiosa!

Non essendo un’esperta in psicologia, ne tanto meno avendo le pretese di esserlo, tenterò di analizzare dal mio punto di vista, strettamente personale e soggettivo, cosa ci succede quando vediamo un’immagine.

Vorrei cominciare raccontando la pubblicità di un’agenzia di viaggi, che ho visto tempo fa mentre distoglievo la mia mente in internet.
L' intenzione della suddetta agenzia era quella di vendere un viaggio nelle Isole Caraibiche, e per fare ciò niente di meglio che una bella fotografia delle incantevoli sabbie bianche! Ma, a dire la verità, non era sufficiente perchè chi acquista un viaggio vuole anche, in un certo senso, acquistare un sogno.
La sabbia bianca e il mare azzurro non bastavano a convincere al potenziale acquirente di fare la prima mossa, in questo modo l’agenzia ha pensato di vendere emozioni, sogni e desideri, mostrando una coppia giovane e bella con i capelli al vento che, distesa sulla sabbia, beveva un drink aspettando il tramonto.

Cosa può trasmette un’immagine così? Proverò a fare un piccolo elenco: Serenità, gioia, spensieratezza, amore, e soprattutto pace.
Adesso mi domando se è puro caso che le emozioni appena elencate, coincidano con le più intime aspirazioni e bisogni della maggior parte degli esseri umani?
L'impatto psicologico di quella pubblicità, a mio avviso, è più che evidente.
Si prevede che il potenziale cliente, prima di acquistare la vacanza, vorrà avere nuove informazioni sul viaggio (costo, servizi, ecc.) ma il suo interesse per quella vacanza (quella, e non altra) e già stato acceso, e dipenderà soltanto della bravura e professionalità del venditore riuscire a concretizzare la vendita.

Ma allora...cosa comprano i clienti di quest’agenzia? Emozioni, sogni o viaggi?

Rispondendo alla domanda iniziale, su cosa succede quando guardiamo un’immagine, considero che, secondo l’importanza che l'osservatore le attribuisce, si possono avere reazioni emotive più o meno intense; qualche volta prive di un ragionamento concreto e, mi permetterei di dire, istintive.

L'immagine come metodo d'apprendimento.

Uno dei concetti che più ricordo di psicopedagogia, è quello del pedagogo Comenio il quale ha suggerito che nei libri di studio, accanto al testo, ci fosse un'immagine rappresentativa del testo stesso.
Posso affermare che, per quanto mi riguarda, questo metodo funziona!

Tramite il legame fra parola ed immagine, il testo si materializza facilitando la ritenzione dell'informazione.

Quando visualizziamo un'immagine priva di testo, vale a dire che non è stata interpretata, nessuno ci dice esplicitamente cosa dobbiamo intendere, possiamo scegliere noi il suo significato e dare sfogo alla nostra fantasia, quindi alla parte irrazionale della nostra mente.

Quando visualizziamo un'immagine associata ad un testo, la stessa è gia stata interpretata, è qualcosa di concreto perchè si è materializzata, perciò non c'è posto per fantasticare su di essa.

Quindi le immagini possono esserci di grande aiuto, ma anche trasformaci a tutti in grandi creduloni!
La questione è semplice, se lasciamo prevalere i sentimenti sulla ragione l'impatto psicologico dell'immagine può giocarci brutti scherzi, inducendoci a adottare comportamenti istintivi privi d’alcun ragionamento. Diversamente si lasciamo prevalere il senso critico, ogni volta che ci troviamo di fronte ad un’immagine, saremmo più consci di ciò che facciamo e i nostri comportamenti saranno voluti.

In ogni modo considero che non esistono immagini "pericolose", che vogliono possedere la nostra mente per indurci a far ciò che non vogliamo! Esistono soltanto immagini, che ognuno può interpretare razionalmente o non, l’approccio psicologico dipende dalla nostra personalità e la capacità di controllare le nostre emozioni; di riflettere su noi stessi e tentare di capire cosa c'è dietro le nostre azioni.

 

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