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scorso primo marzo ha avuto inizio il 55°
Festival della Canzone Italia nella citta’ di
San Remo e, come era prevedibile, le polemiche
non sono mancate, soprattutto per la presenza
del pugile Mike Tyson, anche se vogliamo occuparci
di tutt’ altro argomento:il pubblico.
Ma
chi e’ il vero pubblico del Festival? Sara’ vero
che racchiude gente di tutte l’ eta’ ,livello
economico e culturale? Oppure non sara’ che e’
cio’ che ci vogliono far credere, piuttosto che
ammettere che parte della nostra societa’ ,per
fortuna, si e’ evoluta e non e’ interessata a
questo tipo d’ eventi?
In
primo luogo facciamo un piccolo viaggio per le
canzoni presentate quest’ anno e tenteremo d’
analizzare insieme cosa sta succedendo:
Artisti
gia conosciuti come Alexia, Paola e Chiara, Gigi
d’ Alessio, Le Vibrazioni e tanti altri ci hanno
presentato le sue ultime composizioni, quelle
che tra un paio di giorni dovrebbero essere il
“boom”, le piu’ ascoltate tra i giovani ,e non.
Ma
veramente si puo’ dire che ognuno di questi artisti
ha una propria personalita’ ? Cosa pensano quando
scrivono le canzoni? Magari a quanti soldini saranno
capaci di fare con delle frasi vane come “ti voglio
bene amore mio” oppure “non mi lasciare mai che
senza di te non valgo nulla”? Sento molto dispiacere
nel dire che la canzone di Dj Francesco e’ stata
una delle migliori,pensate un po’, e poi non mi
dite che il fatto che “Francesca” preferisca il
mese di maggio non e cosi’ originale!
Tutte
le canzoni presentate parlano della stessa cosa:
amori impossibili, gente che sta “male” perche’
non ha l’ amore, poi c’è qualcuno che piange
perche’ la ragazza lo ha lascitato, donne che
sognano l’amore, amore, amore, amore!
Non
c’e’ neanche una (soltanto una!) che parli di
qualcosa d’ attualita’ ,insomma di qualcosa di
tangibile, di reale.
Ricordo con un po’ di nostalgia l’ eccellente
testo del “Generale Kamikaze” di Stefano Picchi
lo scorso anno ,il quale, tra l’ altro, arrivo’
negli ultimi posti.
Dopo
queste premesse ritorno alla domanda iniziale
: sara’ vero che tutti (ma proprio tutti!) guardano
San Remo? Non posso immaginare ( e non e’ per
mancanza di fantasia) a qualche professore di
storia o filosofia, a qualche studente prodigio,oppure
a qualche persona che faccia uso del suo cervello,
guardando il Festival.
Allora
chi lo guarda?
Questi
tipi di manifestazioni no si differenziano affatto
dalla nostra patetica tv,dai reality,dai programmi
come “Al Posto Tuo” (mio! Ma veramente?), dai
Varieta’ del sabato sera, fatti per l’ italiano
medio, cioe’ colui che purtroppo lavora tutto
il giorno e non ha tempo, ne voglia, di aprire
un libro una volta ogni tanto.
E’ fatto per persone che vivono in un palloncino,
lontani dalla realta’, persone che,come dice la
giornalista Oriana Fallaci, masticano il “chewing
gum” dell’ amore, perche’ e’ piu’ alla mano che
quello del raziocinio. Ma certamente non posso
prendere come argomenti per giustificare ciò
che ho detto soltanto le canzoni,sarebbe troppo
limitativo.
Allora
perche’ non parliamo un po’ degli ospiti?
Veramente
ho soltanto visto l’ “intervista” a Will Smith
e quella a Hugh Grant,ma cio’ e’ stato sufficiente
per rendermi conto di chi sono i veri spettatori
del Festival.
Passiamo
prima alla “intervista” con l’ attore Hugh Grant
ed il tipo di domande che il signor Bonolis gli
ha fatto, supponendo che erano quelle che interessavano
agli italiani,ovvio: “E’ vero che Lei ha tre case
nella stessa strada?” (alla faccia di chi ancora
sta pagando il mutuo del monolocale!), “Perche’
gli inglesi vogliono the cat on the table?”, “Lei
e’ considerato un’ uomo affascinante, gli piace
che sia cosi? Che ne pensa di questo?”.
Non c’e’ da dire che una persona come Hugh Grant,
che si e’ laureato nella prestigiosa Universita’
di Oxford, avrebbe avuto tantissime cose interessanti
da raccontare, ma pare che al pubblico di San
Remo quelle cose non gli interessavano.
Non
meno patetica e’ stata quella all’ attore Will
Smith, che gli e’ stato domandato “Come si conquista
una donna?”.
Per
concludere, rispondendo alla domanda posta nel
titolo dell’ articolo, direi che ha due risposte:
per alcuni il Festival di San Remo e’ la vergogna
italiana, ma per altri e’ soltanto uno specchio
appannato.
Voi
che ne pensate?
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