| Il
Regno di Tritone , il dio del mare, era in festa.
Tutto il popolo degli abissi marini si era radunato
per assistere al grande spettacolo che il granchio
Sebastian aveva preparato per Ariel, la Sirenetta,
figlia del dio, che quel giorno compiva sedici
anni. Ma , ahimè, proprio quel giorno la
Sirenetta, in compagnia del suo amico Flounder,
un simpatico pesciolino giallo, aveva trovato
sul fondo del mare il relitto di una vecchia nave.
Attratta com'era da tutto quello che apparteneva
al mondo degli umani, si fermò a curiosare
e quasi si dimenticò della festa. In un
batter d'occhio guizzò via e si presentò
a suo padre. "Scusami papà. Ma ero
alla vecchia nave..." "Alla vecchia
nave?!" tuono Tritone senza lasciarle il
tempo di finire. "Ti ho già detto
mille volte di stare lontana dalle cose degli
umani! Sono esseri pericolosi e malvagi! Mi hai
Sentito bene questa volta?" Ma Ariel incurante
delle raccomandazioni del padre si recava ogni
giorno nel suo rifugio segreto dove custodiva
gelosamente tutti gli oggetti che aveva trovato
sul fondo del mare e che appartenevano al fantastico
e irraggiungibile mondo degli umani. Un giorno
la nave del giovane principe Eric naufragò
; Ariel, incurante della tempesta, lo riportò
in superficie e lo depose su una spiaggetta. Poi,
sotto gli occhi di Scuttle, un suo amico gabbiano
che viveva proprio lì, intonò una
struggente canzone d'amore che Eric non avrebbe
mai più dimenticato. Proprio in quel momento
il precettore del principe, Grimsby anche lui
scampato al naufragio insieme a tutti gli altri
marinai, era fortunatamente approdato dove giaceva
Eric.
Con
un guizzo Ariel si inabissò. "Oh Grimsby!"
mormorò Eric riaprendo gli occhi "L'ho
vista, la fanciulla dei miei sogni: era bellissima!
E la sua voce era cosi' dolce..." Frattanto,
dagli abissi marini, Ursula, una vecchia perfida
creatura del mare osservava attentamente ogni
mossa di Ariel. Ursula odiava Tritone e la piccola
Ariel per la sua bellezza ma, soprattutto, per
la sua voce così dolce, che voleva possedere
a tutti i costi. Intanto Ariel, ignara del pericolo,
si era rifugiata in fondo al mare a pensare e
a sognare del suo bellissimo Eric. Sebastian cercava
di convincerla a rinunciare al mondo degli umani.
"Vedi Ariel, tu sei una creatura del mare!
Non potresti vivere sulla terraferma. Non hai
le gambe per camminare. E se anche tu le avessi,
è così difficile, sai stare dritti
su due piedi. Si barcolla, si rulla, si cade!
Sicuramente ti verrebbe il mal di mare!"
Ariel però, lungi dal prestargli ascolto
si limitò a guardarlo sospirando:"
OH, Sebastian, quel giovane é così
Bello!!" Re Tritone, intanto, non si sa come
aveva scoperto che Ariel continuava a fantasticare
sul mondo degli umani, fece chiamare Sebastian.
Quando capì dal racconto del tremante granchietto
che Ariel si era innamorata di Eric, un umano
, andò su tutte le furie e raggiunse la
Sirenetta nel suo nascondiglio mentre ancora sognava
del giovane principe. L'irruzione di Tritone riportò
bruscamente Ariel alla realtà. Mai aveva
visto una simile collera. Tritone col suo tridente
incenerì tutti gli oggetti, che Ariel aveva
pazientemente raccolto! A nulla valsero le lacrime
disperate della Sirenetta:"Io lo amo e voglio
diventare una donna!" Ursula decise che quello
era il momento giusto per agire e mandò
due murene a chiamare la Sirenetta. "Con
le mie arti magiche potrei farti tornare tra le
braccia del tuo innamorato" disse Ursula
"trasformerò la tua coda in due graziosi
piedini. Questo incantesimo durerà tre
giorni e se alla fine del terzo giorno il tuo
principe non ti avrà dato un bacio del
vero amore, tu sarai mia schiava per sempre! In
cambio di un così gran servigio, tu dovrai
però rinunciare per sempre alla tua melodiosa
voce". Ariel si spaventò ma si sentiva
senza via d'uscita. Firmò la pergamena
magica, la sua splendida voce venne risucchiata
nella conchiglia di Ursula che la trasformò
in una bellissima fanciulla dalle gambe lunghe
ed affusolate. Al colmo della felicità,
Ariel si allontanò a nuoto fino a raggiungere
il castello di Eric. Il principe la riconobbe
subito... era la fanciulla dei suoi sogni , ma,
ahimè si accorse che era muta. Il giorno
dopo Ariel fece una bella gita in carrozza col
principe. Trascorse con lui ore meravigliose,
e verso sera si ritrovarono in barca. Sebastian
aveva chiamato a raccolta tutti gli animali del
lago, e ciascuno diede il suo valido contributo
per creare una romantica atmosfera di sogno. Ma
proprio quando il principe stava per baciare Ariel.
giunsero le due murene mandate da Ursula, che
rovesciarono la barca e fecero cadere in acqua
i due innamorati. Eric non era insensibile alla
bellezza di Ariel, ma non riusciva a togliesi
dalla mente quella voce melodiosa che aveva udito
il giorno del naufragio. E quella stessa notte,
mentre pensava con malinconia a quel canto, gli
parve di riudirlo.
Ma,
sì, era proprio quella voce! In realtà
era la perfida Ursula che con un'altra delle sue
magie aveva preso le sembianze di Vanessa, una
splendida giovane dai capelli neri. Non appena
Eric vide Vanessa, la strinse al suo cuore convinto
che fosse lei la fanciulla che lo aveva salvato
dal naufragio e decise di sposarla. A quella notizia
Ariel si disperò. Ma i suoi amici avevano
scoperto l'inganno di Vanessa e organizzarono
un piano per mandare all'aria la cerimonia. Scuttle
si avventò starnazzando sulla sposa e cominciò
a beccarle il viso. Nella confusione che ne seguì
la conchiglia magica che Ursula teneva al collo
cadde a terra e, rompendosi, sprigionò
nell'aria la voce melodiosa. Avvolta in un alone
di luce e come attirata da una calamita la voce
si diresse verso Ariel che improvvisamente cominciò
a cantare. Eric comprese che era lei la fanciulla
dei suoi sogni, ma nemmeno questa volta riuscì
a darle quel bacio tanto sospirato. Infatti, Vanessa
si trasformò nella perfida Ursula e con
ghigno malefico si inabissò fra le onde
trascinando con sé anche Ariel, che era
ritornata sirena. Nella profondità degli
abissi, Ursula completò il suo malefico
piano: dopo una grande lotta con Tritone, accorso
in aiuto della sua adorata figliola, lo convinse
a rinunciare per sempre al suo regno e a cederle
la corona e il tridente. Una volta in possesso
del tridente, lo trasformò in un pesciolino
grigio e riemerse dalle onde per vendicarsi di
Ariel ed Eric, che dopo essersi ritrovati, cercavano
disperatamente di sfuggire alla sua furia implacabile.
Ma ad un tratto il perfido mostro provocò
un gigantesco gorgo dal quale riemerse la nave
del principe che era affondata il giorno del naufragio.
Senza pensarci un istante, Eric si mise al comando
della vecchia nave e cominciò a pilotarla
puntando dritto verso Ursula colpendola a morte.
Fu così che il tridente sfuggì dal
pugno della maga e si inabissò. Nella sua
lenta discesa verso il fondo andò a toccare
proprio il misero pesciolino grigio che, come
per miracolo, si trasformò nel potente
Dio del mare. Riacquistati i poteri e avendo capito
quanto Ariel amasse Eric, Tritone volse il ritrovato
tridente in direzione della sua diletta figliola.
Una luce dorata l'avvolse e la sua coda si trasformò
in un bellissimo paio di gambe. Ariel, raggiante
ringraziò il padre e poi corse veloce verso
la spiaggia dove era approdato Eric dopo la terribile
avventura. Dopo pochi giorni si celebrò
un solenne matrimonio e tutto il popolo del mare
emerse per acclamare l'indimenticabile Ariel.
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